Visita alla Mostra del Tiziano a Roma raccontata dal Presidente Carlo Augusto dal Miglio

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Gita culturale a Roma per la visita alla mostra delle opere di
Tiziano alla scuderie del Quirinale del 08/05/2013
Devo confessare che avevo deciso di non fare una cronaca della gita culturale a Roma per la visita della Mostra del Tiziano alle Scuderie del Quirinale, poi pensando agli avvenimenti ho cambiato idea, anche su sollecitazione della Direttrice, e mi sono deciso di fare un breve diario della giornata. Cominciamo col ricordare che la decisione fu presa in occasione del precedente viaggio con una alzata di mano oceanica, poi il tempo che sembrava mettersi sempre di più al peggio, la decisione di contenere la visita in mezza giornata, avevano un poco rallentato le adesioni. Alla fine un gruppo di circa 50 persone ha dato l’adesione e si è dato corso al viaggio. Partenza, come d’abitudine ormai, in perfetto orario alle 12,00, anzi il primo gruppo era già sul pullman prima dello scoccare dell’ora prevista. Anche gli altri posti di raccolta si sono dimostrati all’altezza della precisione richiesta .Lungo il viaggio si è notata una certa animata discussione fra la Direttrice, Agostino e l’automedonte Luigi ma a noi comuni mortali non era possibile sapere il contendere. Dopo la sosta per rifocillare i partecipanti e permettere loro dell’altro, alla ripartenza si è scoperto l’arcano della discussione intercorsa dallo staff tecnico-scientifico. Essendo mercoledì giorno in cui Papa Francesco I concede udienza pubblica, il Comune di Roma ha blindato gli accessi al centro e le soste dei pullman devono avvenire lontani dai punti dichiarati nevralgici della Caput Mundi. Tutto può rientrare nella normalità se non il fatto che nulla era stato detto alla Direttrice che avendo un gruppo di fanciulli al seguito ha subito realizzato una certa problematicità nella passeggiata. Arrivati al punto più vicino possibile alla meta, il pullman fermava per far scendere gli occupanti, con l’invito di affrettare l’operazione in quanto, fermandosi, si era creata una muta di auto che con suoni e canti si apprestava a sospingere persino l’autobus con eventualmente gli incauti viaggiatori che si fossero attardati al suo interno. Riuniti in fitta schiera ci siamo incamminati per un primo tratto di discesa, che in vero è presto finita, per poi iniziare una delle salite dei Sette Colli di Roma. Siamo così sfilati davanti al Teatro Sistina, fucina di tanti spettacoli teatrali, al Palazzo Barberini, ora sede di importanti mostre e collezioni, all’incrocia con Via Rasella,nota per l’attentato dei partigiani alle truppe tedesche, al largo Quattro Fontane, per poi imboccare via XX Settembre con il lungo edificio del Quirinale a fianco denominata “Manica”per la sua lunghezza che immette in P.zza del Quirinale con il suo possente gruppo marmoreo. La Direttrice, solo in quel momento me ne sno accorto, era partita di gran carriera, appena scesi dal pullman, per andare alla reception della mostra per fare i biglietti ed evitare pericolosi ingorghi che avrebbero potuto creare intoppi al momento dell’ingresso. Eravamo comunque con un margine notevole di tempo sulla prenotazione all’ingresso e come se la cosa fosse stata orchestrata si è materializzato il cambio della guardia al Palazzo Presidenziale! Hanno smontato dalla guardia i Fucilieri della Marina e al loro posto sono sopraggiunti i Carabinieri in alta uniforme, il cui plotone era accompagnato dalla Banda Musicale. Tutte le manovre sono avvenute al suono della Banda e all’ultimo è stato intonato l’Inno di Mameli. Il coro di tutti i militari unito a quello di numerosi turisti italiani presenti, hanno creato un’atmosfera di profonda commozione e non mi vergogno a dire che un brivido mi è corso lungo la schiena. Alcuni Carabinieri in servizio all’ordine pubblico si sono congratulati per la spontanea partecipazione dei turisti, in gran parte dell’UNITRE. All’ora prevista è avvenuto l’ingresso al museo in due gruppi di venticinque persone cadauno. Qui dovrei fermarmi per non mettere in mostra la mia inadeguatezza a descrivere quanto visto e quanto le spiegazioni della guida hanno illustrato. Per di più il livello che molti Associati hanno delle cose d’arte in genere e di pittura in particolare mi dovrebbero frenare dall’azzardare di parlarne. Ciò nonostante devo ricordare come il pittore cadorino, che aveva mosso i primi passi nella Venezia del vecchio Bellini e del giovane Giorgione, in sessanta anni ha fatto una carriera splendida e gloriosa, godendo della fiducia dell’Imperatore Carlo V. Il prestigio e la gloria del Maestro si può meglio intendere da quello che Delacroix disse “siamo tutti carne e sangue di Tiziano, senza Tiziano nessun Rubens” e aggiunge Roberto Contini esemplificando efficacemente, il destino di un pittore senza il quale anche Rembrandt e Goya ma anche Renoir e Cézanne sarebbero stati diversi. Nella visita, con ampia e accurata spiegazione da parte della guida, abbiamo potuto ammirare diversi capolavori godendo il passaggio dalla prima fase di pittura, legato al gusto imperante del tempo ad una successiva liberazione dagli schemi di maniera e di scuola per dare piena libertà alla sua creatività con pennellate e colori sublimi. Ecco che si passa da il vescovo Jacopo Pesaro presentato a S. Pietro da Papa Alessandro VI, all’apparizione della Madonna con Bambino ai Santi Caterina, Nicola, Pietro, Antonio, Francesco e Sebastiano e culminando con Cristo in Croce e la Crocefissione. Non è possibile non ricordare i numerosi ritratti ed autoritratti che hanno consolidato il suo successo e conquistato la stima dei potenti al punto tale che poteva permettersi, pur abbigliandoli delle loro veste sontuose e di potere, in atteggiamenti più intimi e meno formali. Terminata la visita, con negli occhi ancora le meraviglie della galoppata fra il susseguirsi di magnificenze, molti si sono recati nello “shop” dove poter acquistare immagini e ricordi della visita. Anche il secondo gruppo giungeva al termine della visita e lo squadrone degli Associati si incamminava lungo la via del Corso verso P.za del Popolo. Turisti di ogni nazionalità affollavano la strada obbligando a delle giravolte per superare gli ostacoli. All’arrivo in P.za del Popolo un nutrito stuolo di venditori di origine indiana cingevano d’assedio gli Associati i cui componenti maschi si abbandonavano ad offrire alle bellissime Signore Associate, di una rosa in omaggio. Raggiunto il Pullman si partiva felici e contenti e con i piedi leggermente stanchi alla volta di Spoleto. Fermata intermedia con qualche contestazione da parte di chi non voleva fermarsi, ma, la prudenza, ha prevalso sulla voglia di anticipare di qualche minuto il ritorno, avvenuto regolarmente alle 20,15’.

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