Cronaca sulla gita a Villa del Cardinale e Villa Boccaglione ad opera del Presidente

Cronaca dettagliata della Gita alle Villa del Cardinale a monte Malbe e Boccaglione di Bettona a cura del Presidente Carlo Augusto Dal Miglio Vedi Galleria fotografica

Ebbene sì! Alla partenza il 09/04/2014 destinazione le Ville del perugino
( Villa del Colle del Cardinale e Villa del Boccaglione) per la nostra visita culturale mensile, sembrava d’avere le ali ai piedi, come novelli Mercurio, pronti a spiccare il volo. La grande riuscita del Convegno per il trentennale della nostra Associazione, aveva dato uno stato di euforia e d’intensa coesione con quanti erano alla partenza, che hanno creato uno stato d’animo che solo in giovane età si può provare! Che servano anche queste occasioni per sentirsi e ritornare giovani? Archiviata questa bella pagina di vita associativa , con una partecipazione al di sopra di ogni aspettativa, che ha ripagato ampiamente lo sforzo degli organizzatori, orgogliosi per l’adesione degli Associati che hanno colto la vera essenza dell’Unitre dello stare insieme, apprestiamoci a godere delle ormai poche rimanenti occasioni della nostra convivialità prima del grande viaggio alle Ville Venete del maggio prossimo (18-21). Poi il giusto riposo, dirà l’Associato lettore, della organizzatrice Angela Fedeli, che dopo tanti sforzi e tanti colpi di scena fino all’ultimo momento, la tengono in tensione ed in ansia, potrà godere del meritato riposo. No, assolutamente no. Bisogna infatti sapere che quasi subito la macchina organizzativa, tutta in mano alla Direttrice ed al suo Vice, con qualche intervento marginale e solo di limatura dei programmi da parte del Consiglio Direttivo, parte nuovamente per assicurare per il prossimo Anno Accademico, la partecipazione dei Docenti che si alterneranno alle lezioni. Potete immaginare quanti contatti, quante difficoltà per raccordare i programmi di lavoro nostri con quelli degli esimi Docenti interpellati. E poi c’è la scelta del tema di fondo dell’anno Accademico per dare un unicum alle varie visite culturali (con i suggerimenti che tutti formulano e che con Agostino poi trovano attuazione) Si deve immaginare che nulla piove dall’alto e che ogni Lezione o Viaggio realizzato, presuppone un lavoro preparatorio minuzioso e attento. E’ per questi motivi che dobbiamo essere riconoscenti a chi, con spirito di assoluta abnegazione e gratuità si impegna alla realizzazione di tutto ciò e chiede soltanto che gli Associati capiscano lo sforzo e siano più comprensivi nel facilitare le cose con le loro adesioni senza troppi tentennamenti, che causano spesso supplemento di sforzi organizzativi.
Tutti puntuali alle 7,30’ in Piazza Vittoria e poi alle successive raccolte alle Logge e ai Giardini. Lungo il viaggio d’avvicinamento alla prima meta, la Direttrice dà comunicazione di una decisione concordata con la presidenza di eseguire una specie di indagine, sotto forma di questionario, per raccogliere su tre punti fondamentali della nostra vita associativa le preferenze e le tendenze degli Associati. I Punti sui quali verrà effettuata l’indagine saranno quelli riguardanti i temi delle lezioni, la scelta del luogo ove effettuare le riunioni conviviali di Natale e fine Anno, l’orientamento sul filone visite culturali. Il materiale occorrente per l’indagine sarà distribuito in occasione della ripresa dei lavori dopo Pasqua, esaminati e resi a conoscenza degli Associati prima della fine dell’Anno Accademico.
Dopo la classica fermata ad un Autogrill per ristorarci ed altro, il sempre magnifico Agostino, illustrava il programma della giornata, dando le principali informazioni ed avvisando che la Villa del Colle del Cardinale pur chiusa, sarebbe stata aperta per la nostra visita, con l’accompagnamento della responsabile del restauro. Giunti con un po’ di ritardo, eccoci finalmente alla Villa del Colle del Cardinale. Si arriva percorrendo un lungo viale in salita dove al suo culmine è allocata l’imponente struttura rettangolare della Villa che si erige nei suoi tre piani. Al di fuori sorgono quattro costruzioni angolari con la funzione: bagno del Cardinale con la biblioteca, l’uccelliera del giardino d’inverno con la selleria, uno studio, un soggiorno per ospiti. I vani della villa hanno la copertura a botte o a padiglione, molto ampi. Un grande corridoio crea la divisione in due parti degli ambienti. Il detto corridoio porta al vestibolo con accesso allo scalone, al torrino e alla scala di servizio. Nel piano nobile vi è il magnifico Salone d’Onore con soffitto a cassettoni lignei con dorature. Purtroppo non visitabile a causa dei lavori in corso che ne impediscono completamente la visibilità. Ai lati si aprono altre camere, alcune con aggiunte decorative posteriori, ma ben inserite, con modesti resti di arredi tessili alle pareti (la maggior parte per evitarne furti o danneggiamenti ritirati e conservati in altra sede). Al piano rialzato vi sono le stanze per gli ospiti, con ampi vestiboli sale di conversazione, da ballo, il tutto abbellito con incisioni ed affreschi. Il seminterrato è destinato per le cucine, dispense, lavanderie con accesso al pozzo e la comunicazione sotterranea agli edifici angolari. Una Sala da pranzo decorata a trompe l’oeil da Carlo Labruzzi con interventi operati dopo il 1760. Il tutto molto bello e scenografico. Un ricco ciclo pittorico di Salvio Salvini (1581), voluto dalla corte dei della Corgna, nonostante la grande superficie trattata non ne fa avverte la vastità ed anzi se ne ha una presenza discreta. Tutti i locali hanno bellissimi camini che in alcuni casi sono maestosi. Allusioni simboliche, grottesche citazioni storico-familiari volute dai proprietari. Nel 1645 Fulvio IV della Corgna cedette la proprietà a Cornelio II Oddi, ma la Villa rimane luogo di cultura, ben frequentata con decorazioni ed arredi che si adattano secondo il passare del tempo. Si succedono i gusti del tardo settecento, del neoclassico, della cultura romantica. Il penultimo proprietario (1891) Cavalier Cesaroni, facoltoso imprenditore, vi apportò migliorie e modernità (luce, tapparelle alle finestre –orribili ancorchè funzionali- e bagni), (il torrino nello stesso stile del fabbricato, nel lato opposto all’ingresso, ne modifica la linearità, ma è servito per accogliere i bagni).Restaurò tutto il fabbricato, curando in particolare lo stato del giardino e del parco ( il tutto come ci ha spiegato l’accompagnatrice, rilevabile da una documentazione fotografica con vedute della Villa, del giardino e del parco). Ultimo acquirente l’avv. Luigi Parodi, padre di Anna Parodi Monaco di Lapio ultima proprietaria che aprì la Villa alle frequentazioni letterarie ed artistiche. Il parco ha una dimensione di circa 13 ettari. Negli ultimi venti anni, per mancanza di manutenzione, vi è stato, purtroppo, un degrado generale. L’antico impianto prevedeva un giardino all’italiana (documentata in una mappa catastale) ed una zona di orti, frutteti, uliveti, destinati al fabbisogno della Villa. Gli Oddi Baglioni fecero grandi cambiamenti al parco con un progetto in stile francese Ad inizio Ottocento una parte fu ridisegnata all’inglese. Nel 1819 l’imperatore Francesco I e Carlotta di Baviera si recarono in visita, dando testimonianza dell’alta fama raggiunta della Villa in bellezza ed in luogo di delizie. La facoltà di Agraria dell’Università di Perugia, per la grande importanza scientifica per la varietà e la ricchezza delle specie botaniche, ne ha fatto oggetto di recenti studi. La Villa del Colle del Cardinal, nel 1996, è stata acquistata dal Demanio dello Stato, con apertura alla pubblica utilizzazione. Uscendo dopo la visita dalla Villa accedendo al parco se ne riceve in pieno tutta la magnificenza del complesso. I lavori che sono necessari al completamento del restauro impegneranno ancora molto tempo e molto denaro. Sulla destinazione del sito una volta ultimato il tutto non si è avuta una risposta esaustiva lasciando tutto ancora nella massima incertezza. Alle 12,35’ il Pullman ci raccoglieva per portarci al Ristorante “Asso di Coppe” in località Deruta. Ristorante che già ci aveva ospitato in occasione di una precedente visita Culturale e che avevamo trovato di ottima ospitalità per servizio, qualità del vitto e velocità del servizio. Le attese non venivano deluse e l’occasione per scambiare qualche impressione fra i commensali e la giusta sosta per ripristinare le forze hanno trovato tutti d’accordo. Alle 15,30’ partenza per la Villa del Boccaglione. La visita è stata effettuata con una visione dall’esterno e purtroppo neanche troppo ravvicinata. La Villa fu commissionata dalla famiglia della Penna e secondo alcuni studiosi, è stata realizzata dall’architetto Piermarini nel XVIII secolo. L’edificio in stile neoclassico è stato costruito sui resti di una preesistente costruzione risalente al XVI secolo. La villa è situata nella pianura che si estende ai piedi del Colle di Bettona e rappresenta uno dei più importanti esempi di villa di pianura di tutta l’Umbria. La Villa è formata da un corpo centrale a tre piani e dalle informazioni dateci da Agostino, ricca di decorazioni interne. All’esterno vi sono diversi annessi quali la chiesa, la Limonaia, la zona scuderie e le case coloniche. Sempre in base alle descrizioni di Agostino, i giardini caratterizzano l’esterno della Villa dove un lungo viale introdurrebbe nel cortile antistante il Palazzo sul cui retro si trova un parco a forma di ferro di cavallo che termina in un bosco con un piccolo teatro all’aperto (sempre secondo la descrizione di Agostino). Nel 1993 viene acquistato dal Ministero dei Beni Culturali con il progetto di restauro al fine di creare, un centro studi internazionale. Terminata la anomala visita a Villa Boccaglione si proseguiva per una visita al centro di Bettona. La città ha origine Etrusca. Tralasciando il periodo sotto il controllo romano arriviamo, con l’avvento del Cristianesimo all’importanza che la cittadina ebbe trovandosi fra le più importanti vie di comunicazione verso il nord, venendo presto evangelizzata da S. Crispolto. Passò sotto il dominio bizantino e in seguito al Ducato di Spoleto. Nel 1352 conquistata da Perugia venne arsa e demolita, ad eccezione delle chiese. Perugia fece prigionieri i notabili del luogo e portò via il corpo di S. Crispoldo. Nel 1367 il cardinale Albornoz ordinò che la cittadina venisse ricostruita in una cerchia di mura più ristretta. Finalmente nel 1371 Bettona riebbe il corpo del Santo. Bettona passò, anche, sotto la Signoria dei Trinci di Foligno e dal 1648 tornò ad essere dello Stato Pontificio fino all’unificazione nazionale. La breve visita in parte improvvisata non ci ha permesso di visitare la Pinacoteca Comunale nel Palazzetto del Podestà che ospita due dipinti di Pietro Perugino ed altre opere di Della Robbia Iacopo Siculo ed altri. Visita accurata alla Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Maggiore XIII secolo nel centro storico. Ivi si può vedere la cappella gotica, dedicata a Santa Rita. La chiesa è stata rimaneggiata nel XVII secolo ha l’altare principale opera di Cruciano Egiduzio e l’abside affrescata nel 1939 dal pittore futurista Gerardo Dottori. Una visita fugace al Casa Comunale ci ha mostrato una bellissima aula consiliare con coro ligneo e con soffitto a cassettoni di pregio. Purtroppo non abbiamo avuto il piacere di incontrare nessuno per assenza totale di persone.
Infine visita all’Oratorio di Sant’Andrea del XII secolo. L’edificio è stato più volte sottoposto a restauro. Ha acquisito la fisionomia attuale nel periodo Barocco. Costruito con un elegante soffitto ligneo, opera di Benedetto di Giovanni di Pierantonio da Montepulciano, maestro intagliatore del XVI secolo, conserva accanto alla tela, raffigurante il martirio di Sant’Andrea, un altare Settecentesco di squisita fattura. Il vero capolavoro artistico è però rappresentato, dall’ampio ciclo di affreschi riproducenti la Passione di Cristo (Lavanda dei piedi e salita al calvario), datati 1344 e rinvenuti nel 1987. Lasciando il centro storico ed avviandoci al luogo dove ci aspettava il Pullman si potevano ammirare molti tratti delle mura Etrusche. Un gruppetto di Associati, che evidentemente non avevano seguito il gruppo principale costituito dalla Direttrice e da Agostino, decidendo di rientrare prima al luogo dove era previsto l’imbarco sul Pullman, aspettava chiedendosi dove fossero gli altri. Si dovrà da ora in poi, considerare che il gruppo dei visitatori deve rimanere unito e chi, per motivi vari, stanchezza o disinteresse di vedere certe cose, decidesse di abbandonare il gruppo, avvertisse immediatamente delle loro intenzioni il capo guida Direttrice Angela Fedeli.
Il viaggio di ritorno avveniva regolarmente e la prima discesa ai giardini avveniva alle 19,00’.

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